Breve storia del Progressive Rock – Parte prima: le origini
Il Rock nasce negli USA negli anni ’50 del ventesimo secolo e trova le sue radici nella musica dell’epoca: il folk e il country da un lato, il blues, il rhythm’n’blues, il soul, le “contaminazioni” jazz dall’altro.
Dalle radici country eredita l’approccio melodico, la cantabilità e la relativa semplicità delle costruzioni armoniche, mentre dalla parte jazz/blues eredita la ritmica spesso serrata e la propensione a mettere in risalto i virtuosismi dei “solisti”.
Nonostante le origini che possono essere fatte risalire per una buona metà alle tradizioni musicali della comunità afroamericana, mentre l’altra metà può essere cercata dalle parti della musica degli “hobos”, i vagabondi americani, per quanto anche qui l’influenza del blues rurale si faccia sentire marcata, il Rock nasce come musica “bianca” e negli anni ’50 tutti i suoi interpreti più acclamati sono bianchi. La caratteristica, per inciso, durerà nel tempo e saranno pochissimi i gruppi rock di successo formati da neri.
Seguendo il filo delle radici, un’altra caratteristica che si nota è che il primo rock è riconducibile a cantanti o strumentisti singoli: prevale la capacità interpretativa e/o il virtuosismo individuale rispetto alla complessità compositiva e alla capacità di esprimerla attraverso la sinergia di un gruppo di musicisti dove l’accento è posto sul gruppo e non sul singolo.
Il Rock nasce quindi come musica bianca, statunitense, generazionale. I contenuti espressi nei testi sono spesso legati a temi adolescenziali e quando esprimono un disagio o una protesta lo fanno all’interno di un “universo” di riferimento che non viene messo in discussione in quanto tale, ma solo nella misura in cui è percepito come un freno alla libertà del teenager americano.






La rivoluzione degli anni ‘60
Intorno alla metà degli anni ’60, sulla scia di una serie di eventi sociopolitici che investono in modo più o meno diretto una gran parte del pianeta, il Rock subisce una serie di evoluzioni:
diviene la musica delle comunità “alternative” che si sviluppano negli USA sulla scorta della spinta che arrivava dalla cultura Beat e Freak; da qui deriva un massiccio ricorso da parte di molti artisti a sostanze lisergiche utilizzate come “amplificatori” della percezione e quindi abilitatori di esperienze oniriche da riversare nelle composizioni musicali; queste esperienze si manifestano in modo talvolta esplicito nei testi, e caratterizzano profondamente la cifra espressiva della musica. Possiamo trovarne un primo esempio in un celebre brano di Bob Dylan rielaborato e proposto anche dai The Byrds: Mr. Tambourine Man (il titolo prende spunto dal fatto che Mr. Tambourine era un modo gergale per chiamare il pusher);
coinvolge in modo significativo le esperienze musicali giovanili in Europa; questo sarà determinante per modificare profondamente sia le caratteristiche di musica “individuale”, che vedranno una evoluzione in direzione di una musica concepita per essere di ensemble, sia per le influenze, fino a quel momento del tutto marginali, della tradizione musicale eurocolta nella musica Rock; un esempio di questa differenza può essere individuato in Mathilda Mother dei Pink Floyd, dove la connotazione psichedelica è già affiancata ad accorgimenti compositivi ed interpretativi che denotano una attenzione alla ricerca musicale in aree differenti, che saranno poi la cifra di tutto il Progressive Rock inglese;
acquisisce una valenza sociale di protesta ben più marcata e consapevole rispetto a quanto visto negli anni ’50: siamo negli anni delle contestazioni giovanili e studentesche, che vedranno il loro culmine verso la fine del decennio e che si rispecchieranno, spesso in modo assai evidente, nella musica e nei testi del Rock anni ’60. Un esempio può essere il brano Wooden Ships, composto dai Jefferson Airplane e poi ripreso anche nel repertorio di Crosby, Stills and Nash, che un anno più tardi, insieme a Neil Young, proporranno un altro dei brani simbolo della protesta giovanile americana: Ohio, scritto di getto dopo l’omicidio di quattro ragazzi durante una manifestazione pacifista da parte della guardia nazionale americana.






Sulla base di questa evoluzione nasce, nella seconda metà degli anni ’60, il Rock Psichedelico, più o meno contemporaneamente negli Stati Uniti e in Europa (principalmente in Gran Bretagna). Dalle comuni premesse si sviluppano però due percorsi abbastanza diversi, che si rifletteranno poi negli sviluppi successivi e influenzeranno in modo determinante la storia del Progressive Rock.
Negli USA l’accento si pone, in modo non certo sorprendente, sull’aspetto “drammatico” (e in alcuni casi tragico, in senso proprio; si pensi alle vicende di Jimi Hendrix, di Janis Joplin o di Jim Morrison dei Doors): la musica è satura, potente, ossessiva e pone in risalto le percezioni esperenziali dell’individuo, “eroe tragico” della narrazione musicale. Anche quando la proposta musicale (come nei Doors) proviene da un gruppo, è sempre in risalto l’io potente individuale; questo si traduce nel carisma di un personaggio come Jim Morrison, nella debordante capacità tecnico-espressiva di un Jimi Hendrix o nei fraseggi solisti su un tappeto musicale onirico di un Jerry Garcia dei Grateful Dead. Si tratti di Nico e di Lou Reed con i Velvet Underground o di Janis Joplin, l’accento è sempre posto sulla dimensione tragica ed eroica del soggetto che attraverso l’esperienza musicale e lisergica trascende il limite della sua dimensione “normale”, fino al paradosso di distruggerla e non solo in senso figurato. La musica, di conseguenza, continua ad essere caratterizzata dalla presenza dominante di una “voce solista”, identificata nel/nella cantante o solista, di solito il chitarrista del gruppo. L’accompagnamento ha essenzialmente (anche se, come è ovvio, non esclusivamente) lo scopo di fornire un tappeto di sostegno alle evoluzioni narrative dell’io dominante.
Janis Joplin ad esempio, in Kozmic Blues, recupera una delle radici del rock e la piega ad una interpretazione che porta in risalto, con l’impiego di un accompagnamento “sporco” della chitarra, una dimensione interiore giocata al limite della “normalità” da cui emerge tutta la problematicità di un’anima mai serena, mentre Jim Morrison porta i suoi Doors ad esplorare i confini di una “normalità” mai percepita come propria, piegando il rock ad una versione quasi parodistica, circense, in People are Strange. Jimi Hendrix sciorina una serie di capolavori visionari, costruiti sull’io narrante della sua chitarra, di una voce graffiante e su riff onirici di rara efficacia, come in Purple Haze.
Dall’altro lato dell’oceano l’esperienza si orienta invece in modo più “intellettuale” e si dispone all’esplorazione dei confini labili tra la normalità e l’alienazione. L’esempio più noto ed eclatante può essere identificato in Syd Barrett, primo leader dei Pink Floyd, ma anche nei primi lavori dei Soft Machine e degli stessi Pink Floyd questa esplorazione fuori dai confini della normalità appare evidente. D’altronde, anche i Beatles del “periodo indiano” si avventurano in territori per loro inusuali, ben rappresentati da lavori come l’album bianco o Sgt.Pepper. La musica che ne consegue è più “leggera” di quella americana, più collettiva, più ironica, infarcita di citazioni colte e rimandi, armonicamente ricca e ritmicamente complessa: sarà la base fondante delle evoluzioni del Progressive Rock in Europa, nelle sue molte declinazioni.
Già in Lucy in the Sky with Diamonds, oltre al chiaro riferimento lisergico (LSD) i Beatles si ispirano ad un lessico musicale “meticcio” dove al costrutto rock sono affiancate influenze orientali e suggestioni derivate dalla musica colta europea
Intanto, Syd Barrett in Terrapin gioca tra un mondo reale e un immaginario onirico in modo del tutto differente da una Janis Joplin, recuperando costruzioni ritmiche e armoniche che lo allontanano dal rock e lo spingono in un territorio inesplorato, territorio sondato anche da Robert Fripp e i suoi King Crimson in brani come I Talk to the Wind. Un paio di anni più tardi i King Crimson daranno una indicazione chiara di una delle strade su cui si sarebbe snodato il percorso del Progressive Rock europeo, con Prelude Song of the Gulls, dove l’intento compositivo ispirato alla musica eurocolta diventa tanto evidente da cancellare completamente le radici rock e da suggerire evoluzioni verso strade che sarebbero state esplorate molti anni dopo, ad esempio dalla Penguin Cafè Orchestra
Ovviamente queste distinzioni non hanno valore assoluto e si possono individuare diverse contaminazioni incrociate tra le esperienze del Rock Psichedelico di qua e di là dell’oceano: basti pensare al respiro ampio e al lavoro di tessitura collettiva dei Jefferson Airplane da un lato e alla grande presenza ritmica e alla potenza drammatica dei primi lavori dei Camel dall’altro, ma in linea generale il Rock Psichedelico statunitense mette le basi per la grande stagione del Rock che da quelle parti fiorirà negli anni e nei decenni successivi, mentre in Europa segna l’inizio della stagione del Progressive Rock, che negli USA resterà un fenomeno abbastanza ibrido, di nicchia (e non è un caso che forse il principale gruppo di Progressive Rock d’oltreoceano siano stati i Rush, che sono canadesi).








