Le primarie del csx di Roma sono state stravinte da Gualtieri e non era difficile prevederlo. I candidati della sinistra-sinistra hanno ottenuto risultati più o meno lusinghieri, ma alla fine ciò che portano a casa è la possibilità di essere inseriti nelle liste ed avere buone probabilità di essere eletti consiglieri. Non mi interessa indagare su possibili motivazioni personali o meno, diciamo che do per assodata la loro buona fede.
Resta però il fatto che saranno eletti consiglieri in una amministrazione a trazione PD (ammesso che sia il PD a vincere le elezioni e io qualche dubbio ce l'ho, ma questa è un'altra storia).

MEGLIO ESSERCI CHE NON ESSERCI! SICURI?
Potranno probabilmente ottenere qualche risultato positivo per questioni marginali, da rivendicare per giustificare la loro scelta di esserci, ma la politica amministrativa della città sarà quella del PD: "mettere a reddito" il patrimonio culturale della città, favorire la privatizzazione dei beni e degli spazi comuni, privatizzare i servizi e le strutture sanitarie, promuovere opere devastanti come il corridoio pontino, deprimere le aree di pregio agricolo ed archeologico delle periferie a favore di nuove cementificazioni di cui nessuno sente il bisogno se non i palazzinari protagonisti del "sacco di Roma" dal dopoguerra in poi...
Non parlo di fantasie, ma di ciò che ha fatto il PD a Roma nel corso delle amministrazioni da questi gestite. E di ciò che i romani hanno punito mandando a governare la città prima Alemanno e poi la Raggi. Tutto, pur di non dover sopportare ancora questi "progressisti" che sono attenti ai bisogni delle persone fino all'esatto istante in cui queste infilano la scheda nell'urna, per poi dimenticarsene un cazzesimo di secondo dopo.
Ed i protagonisti della sinistra-sinistra che hanno portato acqua a questo mulino, magari con le migliori intenzioni, sono stati inevitabilmente accomunati alla cricca, perdendo del tutto la credibilità di rappresentanti della parte più fragile della città.

Il tutto magari per poter presentare una proposta di delibera molto "illuminata", che però non ha nessuna chance neanche di essere portata in discussione al Consiglio, figuriamoci poi di essere approvata.
Però si intestardiscono ad "esserci", rimandando sempre ad un ipotetico poi il momento in cui, prese le distanze nei fatti da una prassi politica che non si condivide (voglio credere che sia così, dai...) ci si mette a testa bassa, con umiltà e con una credibilità tutta da ricostruire, a lavorare per una alternativa. Che non può passare per la logica del TINA (peraltro sconfessata dal suo stesso ideatore) e non può reggersi sul sempiterno "allora meglio Alemanno..." perché tanto poi Alemanno arriva lo stesso e se non fai nei fatti gli interessi dei più deboli è normale che i più deboli ti voltino le spalle e vadano a cercare altrove.
MA QUANTE SBATTUTE DI MUSO DOBBIAMO PRENDERE ANCORA PER ACCORGERCI CHE NON SEMPRE È MEGLIO ESSERCI AD OGNI COSTO?
Errare è umano, perseverare è diabolico, ma continuare a perseverare per trent'anni è da scemi


